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questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Keith Haring - Il murale di Milwaukee
dal 31 marzo al primo luglio 2007
SERRONE DELLA VILLA REALE
Viale Brianza 2 (20052)
+39 0392302192 (info), +39 039361558 (fax)
In occasione dell’apertura del Serrone della Villa Reale di Monza, giunge direttamente dagli Stati Uniti una delle opere più significative di Haring: il murale di Milwaukee.
L’opera risale ai primi anni Ottanta, all’83 per l’esattezza:
all’epoca l’Università della città americana invitò il giovane artista di strada a realizzare un murale nel luogo in cui sarebbe sorto il Patrick and Beatrice Haggerty Museum of Art. Haring si mise al lavoro: il risultato fu una serie di 24 pannelli di legno, dipinti da entrambi i lati.
Per la prima volta dalla sua realizzazione, l’opera, lunga trenta metri e alta due e mezzo, viene esposta fuori dagli Stati Uniti: approda in Italia grazie alla collaborazione tra Monza e il museo di Milwaukee e con il contributo della provincia di Milano e Babygella.
L’effetto è quello che tutte le opere di Keith Haring provocano in chi le guarda: curiosità e stupore per quei disegni, inconfondibili.
La firma (tag in gergo) di Haring nei primi anni aveva sembianze di animale, una sorta di cane: ma era troppo banale e l'artista elaborò «the baby», il caratteristico bambino a quattro zampe che diventerà poi il segno distintivo della sua pittura.
Scelta dettata dall'istinto di volersi distinguere dai mille ragazzi della sua generazione che avevano scelto i muri delle metropoli come palcoscenico, i tag di Haring sono omaggiati in serissime sale da museo.
Nel caso di Milwaukee, sebbene la genesi del murale dipendesse da una committenza, Haring si espresse liberamente, supportato da una folla di curiosi che si metteva alle sue spalle durante i lunghi giorni della pittura dei pannelli.
Al Serrone di Villa Reale - la scelta dell’ambiente chiuso è determinata da motivi di sicurezza - non si vedrà solo questa imponente opera: fotografie, disegni e un video che documenta le fasi della lavorazione accompagnano il visitatore nell’universo colorato di Haring . Chiude il murale la caratteristica faccia con tre occhi che fa la linguaccia: è Haring che ci ricorda di non prendersi troppo sul serio.
(fonte : www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=167188)
sito della mostra www
sito dell' artista www
non so ma... quest' illustrazione di Francesca mi mette di buon'umore in mezzo a tutta questa pioggia battente...

dal blog OfficinaMezzaluna di Francesca
L'AFRICA e gli altri Caleidoscopi
di Renzo Francabandera
[tecnica mista gesso-china]

in mostra fino al 27 marzo presso :
CENTRO INFORMAGIOVANI
Via Greve 105 (00146)
+39 0655290350 (info), +39 0655290352
*altre info www
* blog di Renzo F. www

Nato a Napoli nel 1949 , Francesco Cito, ora vive e lavora a Milano. Ha iniziato la sua attività di fotoreporter a Londra nel 1975. Nel 1980 si è recato clandestinamente in Afghanistan dopo l’invasione sovietica, e ha percorso 1200 km a piedi con i guerriglieri. Nel 1983 è sul fronte libanese e dal 1984 si occupa del problema Palestina. Nel 1983 ha realizzato un reportage sulla camorra pubblicato in tutto il mondo. Si occupa di Medio Oriente ma anche avvenimenti come il Palio di Siena.
a vinto due volte il World Press Photo e numerosi altri premi.
Prossima mostra:
Sulla terra chiamata Palestina
Torino - dal 23 marzo al 6 aprile 2007
GALLERIA FIAFI
Via Pietro Santarosa 7 (10122)
+39 0115629479 (info)
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